Cantautore italiano cresciuto in Svizzera, giornalista svizzero cresciuto in Italia. Una doppia vita un po’ bizzarra, in cui tutto era iniziato con un’adolescenza a base di capelli lunghi, Stratocaster, Stevie Ray Vaughan e… De André. Lucas inizia a suonare a quattordici anni con la Eko acustica di suo padre. Poco dopo fonda gli Henva, portando in Italia e in qualche tappa estera un mix fra blues statunitense e pop. Si iscrive in SIAE tre anni dopo coi frutti del suo primo lavoro: l’album di Walter, corista Mediaset che cercava un autore polistrumentista per mettere in musica i suoi testi. L’album viene registrato all’Orange Studio dei New Trolls con Pacini della Maccaja Production. Lucas ne cura musiche, arrangiamenti e parte dei testi.

Intanto ha occasione di suonare con Bobby Soul (Blindosbarra), Dado Moroni (Ramazzotti, Ferro, Vanoni, e mille jazzisti), Alessio Menconi (Cobham, Conte), Daniele Coro (Nek), Marco Cravero (De Gregori, Spagna), Bob Callero (Battisti, Oxa), e molti altri. La conoscenza con Bobby Soul, vero gury dell’underground genovese, lo porta al Bunker Studio, dove registra con Trincia (Sony) alcuni dei propri brani. Intanto partecipa a Musicultura e SanremoLab e compone colonne sonore e musiche per cortometraggi e spot. Ancora giovanissimo, un sabato mattina riceve l’inaspettata telefonata dell’A&R della EMI Music, Paganelli. Poche settimane dopo, dopo una serie d’incontri e l’interessamento di Diego Calvetti, però, una riorganizzazione aziendale porta Paganelli in pensione anticipata, e il progetto è rimandato a un passo dal chiudersi.

Nel frattempo, la passione per il narrare lo stava portando verso un mondo complementare, il giornalismo. Scrive, col suo alter-ego, articoli e inchieste per tutti i principali quotidiani italiani (Repubblica, Stampa, Corriere, Manifesto), e per qualche anno è editorialista del principale quotidiano di innovazione italiano. Si trasferisce prima in Germania e poi in Inghilterra, suonando la sera in locali e festival e scrivendo di giorno. Una doppia vita un po’ curiosa, ma perché no? 🙂

Il sito di Lucas Meier è: lucasmeier.com